Lo sanno tutti cosa successe con la Grecia: per prima cosa, l’Europa (o meglio, Germania, Olanda, Austria, Francia e Finlandia) aspettò per 3 mesi che i cittadini greci corressero in banca spaventati per svuotare i conti e mettere i soldi sotto il materasso. Questa operazione serviva per impedire che la Grecia avesse una riserva di valuta pregiata per pagare le forniture di materie prime. Infatti, nessuno avrebbe accettato la dracma (ad esempio) per il pagamento del petrolio.

Una volta svuotate le casse delle banche greche, l’Europa osservò sghignazzando il referendum per l’uscita dall’Euro, reso ormai inutile dalle casse svuotate. E poi aspettò Tsipras, da tempo conscio della situazione e da subito nominato come satrapo di Berlino, perché raccontasse ai greci l’impossibilità di uscire dall’Euro senza il blocco totale dell’economia. Non avrebbero neanche potuto comprare il carburante per le navi e per gli aerei, per portare i turisti nelle isole.

L’Italia oggi non è in quella situazione, perché gli italiani sono un popolo risparmiatore e nelle banche italiane ci sono 4.400 miliardi di risparmi, a fronte di un PIL che, prima della crisi per il virus, era di circa 1.800 miliardi.

Ma adesso è arrivata la crisi del virus, le attività italiane si fermeranno per qualche mese e poi dovranno sudare per tornare al fatturato di prima. Così si attende una necessità di euro pari a 200 miliardi in due anni, per poter ripartire senza smobilitare le alte competenze dei lavoratori italiani. Una volta smobilitate, sarebbe poi ancora più difficile ripristinarle e ripartire.

Oggi, con i primi 26 miliardi che arriveranno in prestito dalla Bce, l’Italia riuscirà a coprire a stento i suoi costi di immobilità per il mese di Aprile. Il costo delle pensioni sembra coperto fino a fine maggio e poi basta. Come si sa, l’Inps effettua i suoi conteggi di ricostituzione del capitale su un aumento medio del PIL italiano di 1,5% all’anno, e sono abbondantemente sotto.

A fronte della richiesta di altri 26 miliardi, l’Europa (tedeschi, olandesi, austriaci, scandinavi, e qualche Paese dell’Est) ha chiesto 15 giorni per pensarci e poi sarà ancora così a fine Maggio, e poi sarà ancora così nel corso dei prossimi 2 anni. Un vero stillicidio.

Il cinismo della burocrazia europea se ne frega delle attuali centinaia di morti giornalieri dell’Italia, che, fra 15 giorni, potrebbero essere 15.000 in più. Figuratevi quanto gliene può fregare a chi ci ha sequestrato 1 milione di mascherine nel momento di maggiore necessità, come hanno fatto i tedeschi.

Ci sarebbe una soluzione gradita a tedeschi e olandesi a tutti questi ostacoli: l’Europa manderebbe subito gli altri 26 miliardi se l’Italia accettasse l’arrivo della Troika. E in Italia c’è già un consistente gruppo di politici che la vorrebbe: quasi tutto il PD, quasi tutta Forza Italia, una parte consistente del M5S, guidati da Conte, Gualtieri e Gentiloni.

Perdere l’ultimo pezzo di indipendenza come i greci, per poi vedere comunque bloccati i prossimi flussi di denaro, proprio come è successo in Grecia. Sì, perché l’esca di altri 26 miliardi costituirebbe comunque l’ultimo invio di soldi. Poi deciderebbe la Troika quali beni dello Stato italiano andrebbero svenduti, quanto tagliare delle pensioni e della sanità, etc.

L’Italia dovrebbe accettare tutto questo, con 4.400 miliardi in cassa che verrebbero utilizzati dalla Troika per ridurre il Debito italiano, specialmente quello piazzato all’estero? Sarebbe una pazzia.

Allora che fare per impedire che l’Europa approfitti della crisi da coronavirus per assestare il colpo finale all’Italia? Come si sa, i trattati europei impediscono categoricamente l’immissione di una seconda valuta parallela all’interno dei singoli Paesi. E questa è una clausola che vale particolarmente per l’Italia; infatti, una Lira parallela creerebbe un grosso svantaggio competitivo all’economia tedesca e, di contro, un vantaggio all’Italia.

Si è visto con quale veemenza sono stati respinti i minibot proposti da Borghi della Lega, visti, giustamente, come una seconda valuta parallela.

Ma, a questo punto, l’Italia da una parte non può accettare lo stillicidio dei tedeschi e, dall’altra parte, l’Europa deve far chiaramente capire all’Italia se ci vogliono in Europa con loro perché siamo fratelli o solo perché dobbiamo diventare i loro inservienti.

Allora, ecco la proposta che permetterà all’Italia di vedere il gioco di tedeschi e olandesi con relativa tranquillità: in attesa di capire se arriveranno i prossimi 26 miliardi di Euro, l’Italia dovrà stampare 26 miliardi di nuove Lire e tenerle bloccate presso la Banca d’Italia. Se arriveranno i 26 miliardi di Euro, le nuove Lire diventeranno carta stampata inutilizzata che prenderà la polvere; se non arriveranno, i 26 miliardi verranno immessi un venerdì sera nel circuito bancario italiano per pagare al lunedì successivo una quota dei debiti dello Stato verso i cittadini (60 miliardi) e per pagare la parte delle pensioni e degli stipendi statali eccedente i 3.500 euro al mese, diventando una seconda valuta interna per 26 miliardi. Il tutto durerà solo per il periodo della crisi epidemica.

Certo, così l’Italia contravverrà ad una delle clausole dei trattati, ma lo farà durante un’emergenza, e sarà un onere dell’Europa la decisione se buttaci fuori o meno. Così tutti potranno vedere quanto ci tengono realmente agli italiani.

Come tutti i contributi pubblicati su questa testata, alcuni dei punti di vista e delle opinioni espresse nell’articolo non necessariamente coincidono con quelle della redazione di Ordine Futuro.

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