L’emergenza covid-19 ha evidenziato:

  • la pochezza dello Stato, che all’inizio non ha saputo imbastire un piano per fronteggiare un’emergenza sanitaria e poi ha delegato ogni iniziativa a una parte della scienza, la virologia, impedendo di fatto a quell’altra parte, la medicina, di trovare la giusta terapia;
  • la tracotanza della scienza moderna, la quale, almeno all’inizio dell’emergenza, quando ancora non aveva capito cosa stesse succedendo, ha sproloquiato di tutto e del suo contrario, proprio come scienza non dovrebbe fare;
  • la diserzione della Chiesa, che ha mandato negletto il popolo di Dio rifiutandogli messe e funerali, non dimenticando, però, di onorare la sua nuova vocazione, quella ecologista e antropocentrica, con tanto di sostegno al Luca Casarini, “salvatore” di migranti clandestini, e proclami in favore della Giornata mondiale della terra; il tutto per bocca di un pontefice che vien difficile ritenere tale (e che di fatto tale non considero).

Qual è lo stato d’animo di un cittadino italiano qualunque, in questo momento in cui imperversa l’ordine che vuol essere un consiglio, ma che non è né ordine né consiglio perché è solo un’etichetta, l’hashtag #iostoacasa ripetuto dalla TV, dalla stampa, dai VIP e dalle star del momento (i virologi)? Sgomento!

Quello sgomento che sa tanto di quiete prima della tempesta, perché gli italiani, disciplinati come sempre, hanno ottemperato all’isolamento ma nutrono ormai seri dubbi sulla liceità di tali provvedimenti, anche perché:

  • si rendono conto che i medici, soppiantati dai virologi per scelta della politica, non hanno potuto compiere le loro indagini eziologiche e per troppo tempo hanno applicato terapie inadeguate;
  • si rendono conto che il Covid-19 è sicuramente pericoloso, ma l’isolamento in casa a primavera inoltrata, quando il sole comincia a scaldare, va contro le prescrizioni dei medici che per decenni ci hanno curato. Probabilmente al posto di applicare un isolamento estremo, sarebbe stato sufficiente vietare gli assembramenti e obbligare l’uso di mascherine e guanti, come avviene in quei paesi non affetti da una classe politica infingarda e incapace;
  • si rendono conto che quei VIP – i quali vivono in case ben più grandi di 80 m^2 – hanno lanciato quell’hashtag #iorestoacasa e #ioleggounlibro, quasi a voler accusare gli italiani di essere ignoranti, sono solo dei disonesti intellettualoidi ai quali andrebbero riservate sonore pernacchie;
  • si rendono conto che lo Stato democratico, garante della libertà e del wellfare (dietro lauto versamento di imposte, tasse e balzelli vari), si è rivelato inadeguato a fronteggiare una simile emergenza, prendendola inizialmente sotto gamba, per poi entrare nel panico e iniziare a vergare una serie di decreti contraddittori; che ora questo stesso Stato assume provvedimenti che puzzano di ribalderia, ha emesso decine di DPCM[1]  arrivando a limitare “ad libitum” il libero movimento di tutti noi e instaurando un esacerbato controllo delle persone, senza uno straccio di mandato parlamentare; ma cosa peggiore: si ostina con giustificazioni varie ad impedire il lavoro, che, oltre ad essere un diritto sancito dalla Costituzione, è soprattutto lo strumento con il quale una nazione non va in rovina. A pensar male si fa peccato, ma tutto questo a me sembra una sospetta “cupio destructio”, strumentale a svendere la nostra Nazione al miglior offerente;
  • si rendono conto che una delle certezze che ha accompagnato l’italiano dai tempi della scuola elementare, la scienza, si è via via trasformata in scientismo (una sorta di religione laica impegnata soprattutto a contrastare la religione) e adesso si appresta a diventare “scientocrazia”, avendo superato lo Stato da destra e da sinistra e diventando il principale mentore e consigliere del governo; infatti, in questo momento, “non si muove foglia che virologo non voglia”. Nel frattempo si scopre che i medici, sotto pressione politica e mediatica hanno dovuto fare non quel che la scienza medica dettava, ma quello che avevano in mente i virologi, e hanno applicato per un bel po’ delle terapie che si sono rilevate se non perniciose, quanto meno sbagliate;
  • si rendono conto che l’altra granitica certezza degli italiani, ossia la Chiesa – questa Chiesa! Una Chiesa divenuta un’entità qualsiasi, guidata da un Pontefice che meno Pontefice non si può – va alla ricerca di agnelli che non si sa esattamente se siano agnelli o volpi, e nemmeno se si siano smarriti, e abbandona, invece, il suo gregge nella tempesta circondato dai lupi. Nessuna voce contro un idiotamente zelante carabiniere che ha interrotto la Messa per comminare una multa a un parroco che faceva il suo mestiere, davanti a una quindicina (una quindicina!) di fedeli opportunamente distanziati; nessuna voce di protesta si è levata dai palazzi del Vaticano per l’imposizione delle cremazioni, per il divieto delle esequie e dell’estrema unzione. Una chiesa renitente e fellona quella dell’anno VI dell’epoca Bergogliana.

Una ulteriore perplessità agita gli italiani in tempo di Covid-19, in cui siamo isolati per evitare il contagio: ebbene, alcuni mafiosi, camorristi e n’dranghetisti, di una certa età e già al 41 bis, quindi in isolamento, a causa del pericolo di infettarsi con il Covid-19, starebbero per essere scarcerati.

Così, di primo acchito, mi vengono alla mente due considerazioni che fomentano in me un brutto sospetto:

  • siccome non riesco a capire come sia possibile infettarsi in un isolamento quasi totale come il 41 bis;
  • e ricordando che alcune settimane fa il Ministero dell’Interno ha espresso forte preoccupazione perché, a suo giudizio, la malavita organizzata stava fomentando proteste sociali;

vuoi vedere che lo Stato, resosi finalmente conto che il popolo è sull’orlo della rivolta – non perché la mafia lo stia fomentando, ma perché non ce la fa più a reggere una classe dirigente politica che gli ha reso la vita insostenibile – ha liberato alcuni mafiosi, camorristi e n’dranghetisti per innescare una trattativa Stato-mafia affinché la capillare organizzazione malavitosa intervenga per indurre i cittadini a lei affiliati e i loro clienti a non scendere in piazza? A pensar male si fa peccato, ma con una classe politica di questa levatura spesso si indovina.


[1] Il DPCM è un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Attenzione, non è un Decreto Legge: il DPCM, essendo emanato in stato di emergenza, dura quanto dura l’emergenza, senza bisogno che il Parlamento lo tramuti in legge.

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